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Da ORBETELLO ad ALTAMURA:
Cosa testimoniano le mura poligonali?
Premessa: da uno studio di Achille Miglionico.
Gli studiosi si accorsero ben presto che le "Età" fornivano solo indicazioni sugli stadi di sviluppo ma non datazioni sovrapponibili. Altra obiezione da muovere al Sistema delle Età - ai fini di datazione - è che le culture non procedono nel medesimo senso e con la medesima velocità.
L'evoluzione culturale procede, non linearmente salta, si ferma, può balzare in avanti o lateralmente, può retrocedere.
In Europa, l'inizio di una vera e propria architettura può essere fatta risalire al Neolitico. A partire dal IV millennio a.C., tribù di pastori ed agricoltori edificarono rozzi monumenti caratterizzati da megaliti (dal greco, megas, grande; lithos, pietra).
Non si tratta mai di abitazioni bensì di qualcosa che ha a che fare con opere pubbliche: monumenti, tombe collettive, recinti cultuali (sorta di templi all'aperto).
Appare utile, nell'ambito europeo, supporre l'esistenza di una cultura megalitica autoctona.
Tra la fine del III e l'inizio del II millennio a.C. - spiega Lo Porto - la penisola italiana è investita dalle correnti culturali provenienti dall'area danubiana e dalle civiltà palafitticole del Nord, dalle influenze occidentali sulla via di penetrazione del vaso campaniforme e dagli apporti più concreti delle civiltà protoelladiche ed egeo - anatolico - cipriote, forse sulla rotta del commercio del rame e stagno. Con le merci viaggiano le idee, quindi la cultura.
I Pelasgi
Quando si parla dei Popoli Italici, non si accenna quasi mai ai Pelasgi. Eppure in un lontano passato essi migrarono qui e vissero a lungo in Italia.
Chi ha studiato un po' Omero a scuola si ricorderà di certo dei Pelasgi, così il poeta greco chiamava gli abitanti di Ilio o se preferite Troia, in Anatolia.
L'antico nome della Grecia tramadatoci da Erotodo è proprio Pelasgia, la patria dei popoli greci come gli Ateniesi, gli Arcadi e gli Eoli.
Possiamo dire che prima delle invasioni elleniche del II millennio a.C., i Pelasgi erano una popolazione che, in tempi preistorici, occupava un vasto territorio. I Pelasgi rappresentano una cultura importantissima per tutto il bacino del Mediterraneo.
Secondo gli scavi di Catalhoyuk realizzati nel 1955 e nel 1979, essi migrarono dall'Asia Minore nel IV millennio a.C. e si stabilirono intorno al bacino dell'Egeo fino all'Italia
meridionale molto prima dei Greci.
Recentemente nel popolo dei Pelasgi vengono incluse anche le popolazioni indigene pre-indoeuropee del Caucaso.
Secondo Tucidide, come per Sofocle, anche i Tirreni (altro nome per gli Etruschi) sono
annoverati tra i Pelasgi.
Ma Dionigi di Alicarnasso nel suo "Antichità Romane" nel I sec. a.C., parlando di cose avvenute 4 secoli prima riferiva:
"Ellanico di Lesbo dice che i Tirreni prima si chiamavano Pelasgi e presero il loro attuale nome dopo che si stabilirono in Italia."
E non riteneva giuste le teorie che identificavano gli Etruschi con i Pelasgi o i Lidi dichiarandosi a favore dell'ipotesi che fossero un popolo «non venuto di fuori ».
Dice ancora Dionigi di Alicarnasso:
"Dopo che i Pelasgi ebbero lasciato la regione, le loro città furono occupate dai popoli che vivevano nelle immediate vicinanze, ma principalmente dai Tirreni, che si impadronirono della maggior parte di esse, e delle migliori. Sono convinto che i Pelasgi fossero un popolo diverso dai Tirreni. E non credo nemmeno che i Tirreni fossero coloni Lidii, poiché non parlano la lingua dei primi."
Nel V sec. a .C. Erotodo, nel suo "Storie", invece scriveva:
"Sotto il regno di Atis, figlio di Manes, tutta la Lidia sarebbe stata afflitta da una grave carestia. Per diciotto anni vissero in questo modo. Ma il male, lungi dal cessare, si aggravava sempre più. Allora il re divise il suo popolo in due gruppi: quello estratto a sorte sarebbe rimasto, l'altro avrebbe cercato fortuna altrove.
Alla testa dei partenti pose suo figlio, chiamato Tirreno. Dopo aver costeggiato molte coste e aver visitato molti popoli giunsero nel paese degli Umbri e vi costruirono varie città in cui tuttora abitano. Ma mutarono il nome di Lidii in un altro, tratto dal figlio del re che li aveva guidati: prendendo il suo stesso nome si chiamarono Tirreni."
Non addentriamoci oltre nel ginepraio delle citazioni di resoconti storici. Questi elementi sono già sufficienti a comprendere quale confusione regna sull'argomento, quante diverse opinioni si possono leggere e quanto poco sappiamo sulle origini dei Pelasgi e dei popoli che abitarono nella penisola italiana nei tempi più remoti.
Si può comunque capire che agli inizi del primo millennio a.C. l'Italia, fu interessata dall'arrivo di varie popolazioni che si sovrapposero, e a volte si sostituirono, a quelle già esistenti.
Quello che si può evidenziare, attraverso una osservazione oggettiva è una sorta di "fil rouge" che lega l'antica storia italiana
e che fa sospettare che tutto abbia origine da una cultura unica, forse addirittura autoctona.
Ma procediamo con ordine cucendo insieme notizie certe e ipotesi.
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edit: Il link non funziona, scrivete su google immagini Nuraghe Majori e troverete delle foto con persone sopra, così capite meglio le proporzioni