La stragrande maggioranza degli addotti è in grado di scrivere in modo speculare, come faceva Leonardo da Vinci, ovvero di scrivere da destra verso sinistra con le lettere disegnate al contrario, in modo che la scrittura debba essere vista allo specchio per poter essere letta in modo tradizionale.

Questa interessante caratteristica non è legata a disfunzioni dei soggetti presi in esame e nemmeno a malfunzionamento dei collegamenti tra i lobi destro e sinistro del cervello.
Infatti il test di Stroop, che serve per mettere in evidenza proprio questi malfunzionamenti bioorganici, viene superato con facilità da tutti gli addotti, compresi i mancini puri.
Tra i casi analizzati ho, invece, notato una certa percentuale di mancinismo frenato.
Il mancino frenato diventava, col tempo, ambidestrismo, poiché il mancino veniva comunque forzato, in età scolare, all’uso della destra da insegnanti di un certo tipo e di una certa generazione.
Oggi che il mancino non viene più forzatamente corretto, si nota un notevole aumento di questa caratteristica rispetto al passato, come se essa, presente anche molto tempo addietro nella stessa percentuale, fosse stata messa in evidenza, una volta eliminato il mascheramento imposto da una società antiquata ed ignorante, nella quale l’uso della mano sinistra veniva addirittura attribuita alla parentela con il diavolo.
Cosa pensa la grafologia della scrittura speculare?
Leonardo da Vinci, secondo certi studi, presenta una delle caratteristiche della dislessia, quella, cioè, di considerare la parola scritta come "un insieme", una "figura", che lui riproduceva in maniera "speculare", con una inversione dello spazio grafico, ma con un gesto fisiologicamente naturale per un mancino.
Lo studio e l'impegno - come Leonardo dimostra - (e la necessaria riabilitazione fonologica) confortano la sdrammatizzazione del disagio dislessico, ricordando che non soltanto Leonardo da Vinci, ma anche Thomas Edison, Albert Einstein, Winston Churchill e Walt Disney erano dislessici.
Io ritengo, invece, che le cose debbano essere interpretate in modo assai differente.
Il test di Stroop mette, infatti, in evidenza come le parole siano riconosciute dal lobo destro, mentre i colori dal sinistro.
Se gli addotti vedessero la scrittura come un disegno, non sarebbero in grado di affrontare con successo il test nel quale si richiede di pronunciare il nome del colore con il quale sono stampati i caratteri di una parola che indica un colore del tutto diverso da quello delle proprie lettere componenti. Si chiede al soggetto sotto test di osservare la parola “verde” scritta, ad esempio, in colore “blu”, pronunciando ad alta voce "blu": un dislessico direbbe “verde”, oppure non saprebbe cosa dire.
La presenza, nella mente degli addotti, di una zona di memoria ad accesso negato, alla quale si riesce ad accedere mediante l’applicazione di metodi ipnotici, fa emergere contenuti esperienziali di vite aliene. Da essi si deduce che una particolare popolazione aliena avrebbe collocato la mente di un proprio membro, i suoi ricordi, le sue esperienze nel cervello dell’addotto, appunto nella zona ad accesso negato.
In quella parte di cervello esiste la capacità di scrivere in una grafia che si traccia da destra verso sinistra e quando, per caso, si apre qualche accesso casuale a quella zona del cervello, l’addotto diventa capace di scrivere da destra verso sinistra, mentre la sua coscienza mantiene salda l’idea della scrittura tracciata da sinistra a destra.
Ne deriva un tentativo di mediazione che capovolge l’andamento della scrittura stessa e, nel caso in cui non si tratti di scrittura aliena, bensì di quella propria abituale, il cervello dell’addotto la reinterpreta in forma speculare.
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