Gli Spazi nell’interpretazione della prova grafica secondo Pulver e nel test delle Onde e delle Stelle secondo Lallemant.
In questa sede non possiamo certo descrivere tutti quei passaggi necessari ad una buona interpretazione del test delle stelle e delle onde che stiamo per descrivere e altresì non possiamo indicare quali siano i criteri con cui analizzare una prova grafica dalla quale emergano, senza ombra di dubbi, le personalità del soggetto esaminato, così come non è possibile, data la vastità della materia, comprendere appieno i meccanismi che regolano la programmazione neurolinguistica ed in particolare l'analisi dei movimenti corporei del soggetto esaminato, per identificarne le pulsioni inconscie.
Ci vorrebbero corsi di settimane e esperienze di anni; ma una cosa la possiamo fare. Dare ad ognuno la chiave di lettura per poter interpretare a livello superficiale, ma abbastanza preciso, tutte queste manifestazioni, presenti nel soggetto da esaminare.
Pulver era un grafologo che nel 1921, studiando la grafia dei bambini delle scuole elementari, propose un modello interpretativo di alcuni segni grafici in base agli spazi che questi segni occupavano. Questo primo tentativo di razionalizzare i meccanismi inconsci alla base del processo di scrittura si sono rivelati molto più che una semplice interpretazione, su base scientifica e ripetibile in laboratorio ma una grande riscoperta del significato archetipico dei simbolismi umani.
Pulver scopre che l'utilizzo dello spazio grafico non è casuale ma causale. Pulver così relaziona lo spazio grafico con gli stati d'animo di chi scrive o di chi disegna. Una qualsiasi prova grafica come un qualsiasi disegno come una qualsiasi postura corporale diviene così facilmente interpretabile sulla base dell'analisi degli spazi occupati e di quelli “evitati” dal soggetto da esaminare.
Pulver conduce i suoi studi su basi statistiche sull'osservazione. In seguito, test proiettivi come il disegno dell'albero o lo stesso test grafico della Lallemant sono emanazioni
inconsce e sovente non comprese della teoria degli spazi di Pulver.
Per esempio se si dice ad un soggetto qualsiasi di disegnare un albero che lo rappresenti, egli disegnerà delle radici, probabilmente un corpo centrale, un tronco ed una serie di rami con o senza foglie. Così facendo ha dato una interpretazione inconscia della sua sfera sensuale, del proprio Io e dei propri pensieri senza accorgersene.
Ciò accade, dice Pulver, poiché la parte alta dello spazio rappresenta sempre il mondo dei pensieri, la parte centrale dello spazio grafico il proprio Io e la parte bassa, la sfera de sensi. Egli si accorse anche che la nostra sinistra rappresentava le regole, il passato, le tradizioni, la famiglia mentre la destra rappresentava il futuro, il contatto con gli altri e così via. In altre parole, nel gestire gli spazi grafici il nostro inconscio reagiva a stimoli precisi e riconoscibili.
Si scoprì ben presto che per i mancini veri, le cose erano completamente rovesciate e tutto ciò che rappresentava la sinistra era invece rappresentato dagli spazi a destra. Rimaneva invece inalterato il significato di alto e basso.
Per esempio: chi disegnava un albero pieno di radici, dava l'idea di essere ben radicato a terra, con solidi principi legati all'importanza che si dà alle cose materiali.
Altresì, chi disegnava un albero con un tronco esile e preda del vento che lo piegava verso sinistra, comunicava l'impressione di una persona con gravi problemi di comunicabilità, introverso e con poca stima di sé.
L'analisi di un testo grafico scritto di pugno segue le stesse regole della così detta Croce degli spazi di Pulver. Questo accade perché l'atto scrittorio è un movimento del corpo e come tale è regolato principalmente dalla sfera dell'inconscio e solo lievemente frenato dal subconscio mascheratore. Dunque se un soggetto preferisce indugiare con la penna sulla destra o sulla sinistra vuol dire che preferisce stare nel passato o nel presente oppure rinchiudersi in sé o essere espansivo e così via.
Da queste osservazioni, più di cinquanta anni dopo, prese il via la Programmazione neurolinguistica che osservava i movimenti del corpo e le sue posture dinamiche durante un dialogo fra soggetti. A seconda del messaggio che l'inconscio stava emettendo, il corpo rispondeva con una serie di opportune gestualità, schedabili e di seguito facilmente riconoscibili su altri soggetti. Tutti in parole povere, se spinti dal loro inconscio in una certa direzione, rispondevano egualmente sia con la scrittura che con la postura. Tenendo presente che non è affatto scontato che il soggetto che abbiamo davanti ci racconti la verità a fonemi, possiamo controllare il movimento del suo corpo, per verificare se esistano distonie tra quello che dice (subconscio) e quello che in realtà pensa (inconscio).
Si comincia a comprendere perché abbiamo tanto insistito sull'utilizzo delle tecniche di programmazione neurolinguistica in questi ultimi anni, nella ricerca sui fenomeni di abduction. Abbiamo un utile strumento per comprendere se il soggetto dice la verità o crede di dire la verità o peggio mente sapendo di mentire. Dunque ecco perché accanto al test di autovalutazione chiediamo ai nostri soggetti di compilare una prova grafica e corredarla di un disegno di un mare e di un cielo con le stelle.
La prova grafica consiste in un foglio A4 scritto di pugno e firmato di pugno dal soggetto da esaminare: avremo così la possibilità di vedere come il soggetto nello scrivere, si rapporti con gli spazi di Pulver e stabiliremo che tipo di rapporto ha con il passato con il futuro con sé stesso e con gli altri con le idee e con i sensi, come si considera e che rapporto ha con la verità e le bugie.
Un disegno di un mare con un cielo è una prova grafica che possono fare tutti a prescindere dalla propria età e dalla propria cultura. Si tratta di un test abbastanza sganciato quindi da problemi culturali del soggetto. È per esempio utile con i bambini che possiedono una grafia molto indecisa che mostra un carattere spesso in formazione.
E' utile per verificare se non si siano date interpretazioni errate alla prova grafica, confermando o smentendo alcuni particolari, è un test proiettivo che da subito un'idea di come un fenomeno esterno possa entrare nella vita dei soggetti esaminati.
In questa sede daremo quattro semplici regole o chiavi di lettura archetipiche che permetteranno a tutti di trarre indicazioni sulla personalità di alcuni soggetti sia che si muovano, sia che scrivano sia che disegnino.
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un abbraccio a Corrado. Rimettiti presto Prof.
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Auguroni di una pronta guarigione Prof.!!!
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Coraggio professore non deve mollare proprio adesso.... Tenga Botta... Tanti Auguri da Gabriele
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io li ho chiamati ed hanno specificato che è a curtarolo via kennedy 6 dietro gli impianti sportivi
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Hai ragione. Bisognerebbe dirlo a quelli di "Realtà allo Specchio"..