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Esseri alieni, ricordi falsi e dita delle mani: il bestiario si complica

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M: ora dormirai di un sonno profondissimo, sprofonda nel sonno più profondo che ci sia...

Siamo tutti in posizione, stiamo registrando...

M: fra un minuto esatto raggiungerai il sonno più profondo dopo di che risponderai in assoluta sincerità a quello che hai vissuto senza minimamente superficializzare il sogno a chiunque ti faccia delle domande...

passano attimi che a volte sembrano interminabili, attimi in cui sembra non succedere nulla ma momenti in cui la mente di Valerio sta facendo qualcosa... si sta preparando

C: Valerio mi senti?

V: si

C: bene Valerio, ora vorrei che tu con la tua mente tornassi a un episodio che hai già raccontato (questo lo dico per evitare che Valerio faccia resistenza ai ricordi: voglio ricordargli che se in fondo queste cose le ha già raccontate non è il caso di opporre alcuna resistenza, n.d.a.)

Quando hai incontrato questi esseri piccoli per la prima volta e tu eri bambino e ti facevano fare questi giochi con queste cose colorate e tu le dovevi mettere dentro una specie di consolle, è una cosa che hai già raccontato, vorrei che la tua mente tornasse a quel momento e che tu rivedessi quella strana stazione che ci hai descritto con i binari e i vagoni dove tutto ciò accadeva... guardati attorno...guarda questo luogo... come è questo luogo, prova a descriverlo...

V: freddo... e non molto illuminato... mh... sembra di essere in una grotta molto alta e lunga e stretta e vedo il mio fiato però non è che faccia poi così freddo rispetto all'esterno e più freddo.

La luce non riesco a capire da dove venga, non ci sono aperture davanti o di dietro però e illuminato, non molto, ma illuminato.

C: le pareti come sono?

V: mh si sembrano di pietra levigata quasi come una chiesa...

C: e cosa ha a che fare questo luogo con una stazione

V: ho sognato diverse volte un luogo del genere e c'erano dei vagoni vecchi che non funzionavano e era di notte... lì però nel sogno entravo in una specie di capannone e assomigliava a una specie di hangar degli aerei, ma lì non è di legno nè pietra sembra marmo molto levigato e freddo, sembra un po' più nuovo

C: c'e qualcuno con te?

V: si

C: chi?

V: sono dei miei amici, nel sogno uno aveva una specie di tuta da meccanico e l’altro era vestito con una tuta tipo da marinaio.

C: e invece nella realtà?

V: non... non... quell'altro con la maglietta da marinaio non c'è: c'è uno che gli assomiglia ma vestito come quell'altro e sembra che sorridano, si guardano spesso e...

C: quanto è grande questo posto?

V: molto grande ma non largo, è lungo e abbastanza alto

C: in termini di misure quanto lo stimi?

V: sembra di essere dentro una chiesa però stretta

C: ci sono delle finestre?

V: non lo so se sono delle finestre, hanno dei disegni tipo dei rettangoli con dei bordi smussati, si uno accanto all'altro, ma non so se sono finestre e poi accanto ci sono delle altre forme più complesse...

C: quanti anni hai?

V: otto... si, sette otto si

C: come ci sei andato lì?

V: non lo so

C: e fuori cosa c'e?

V: non capisco

C: fuori dal posto dove sei

V: emh erba, come un prato

C: e c'e il sole?

V: no, no è notte

C: riconosci questo posto?

V: credo di si

C: che posto è?

V: si vede la città però non ci sono arrivato da solo fino lì

C: e come ci sei arrivato?

V: non lo so mi ci sono trovato però sono andato da solo ma poi subito mi sono trovato li, con questi due ragazzi (Valerio chiama ragazzi e suoi amici gli esseri piccoli che vogliono giocare con lui, n.d.a.).

C: e da fuori a dentro come ci sei passato?

V: ma non lo so, mi hanno detto di non preoccuparmi che poi l'uscita me l’avrebbero fatta vedere loro... entravo e uscivo grazie a loro.

C: ti prendevano per mano per entrare?

V: si

C: e avevi una parete davanti a te?

V: si

C: e poi la parete cosa faceva?

V: diventava bianca e poi ero dentro

C: e così anche per uscire?

V:sì

C: ti prendevano sempre per mano?

V: si uno per parte... no anche uno dietro

C: erano quindi in tre?

V: ma... era diverso, mh... sembrava non lo so non... parlava come loro, con una voce un po' diversa

sembrava un... era tutto nero con delle luci... sembrava un giocattolo... mi stava sempre dietro però aveva la loro voce.

C: era una cosa meccanica?

V: credo di si

C: quante volte sei stato portato in questo posto te lo ricordi?

V: mi viene da dire diverse volte non lo so di preciso.

C: più di dieci o meno di dieci?

V: meno

C: più di cinque o meno di cinque?

V: meno si... credo... si meno

C: in quanti anni ti hanno portato in questo posto?

V: solo uno (Valerio appare molto deciso in questa risposta)

C: che hanno era?

V: mh... non lo so

C: facevi la seconda elementare?

V: si (anche qui la risposta veloce e precisa senza nessun dubbio)

C: e dopo quell'anno questi esseri li hai più rivisti?

V: non lo so

C: son cose che hai già raccontato... quando li hai rivisti?

V: molto dopo e poi ancora hanno detto che li avrei visti ancora e poi li ho visti ancora e poi sarebbero ritornati però non so...

C: in tutto quindi quante volte nell'arco della tua vita li hai visti?

V: tre,... credo

C: e l’ultima volta quando è stato?

V: al campeggio scouts (Valerio ha in questo punto dell'ipnosi uno scatto, una contrazione non controllata sul lettino: sappiamo ora che lui ha incontrato questi esseri all'età di sette anni circa dalle tre alle quattro volte nello stesso anno, poi a dodici anni e mezzo e poi a quindici anni e mezzo circa al campeggio... oltre tale episodio la mente del ragazzo non vuole spingersi ma i segni che il suo corpo invia dicono che le cose potrebbero non essere così n.d.a.)

C: ma in realtà tu hai detto una volta che li avevi visti anche dopo il campeggio scouts

V: no?

C: quando hai sentito quella musica... su otto ottave... che ti facevano sempre sentire questi esseri quando venivano

V: no era prima

C: subito prima del campeggio scouts li hai visti quando?

V: ero un poco più giovane

C: quanti anni avevi?

V: credo dodici quasi tredici più o meno

C: era la volta che ti sei trovato su quel monte

V: si

C: e hai visto anche la loro macchina da fuori

V: era una cosa strana!

C: descrivi questa cosa strana

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 10 Febbraio 2009 08:42 )  
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