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La verità, nient'altro che la verità

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Era ormai passato molto tempo dalla prima seduta ipnotica e molte cose erano state chiarite; Valerio descriveva quello che aveva visto e vissuto, ben separando a nostro avviso la fantasia dalla realtà. Valerio non sembrava neanche confondere il mondo onirico dei sogni con l'esperienza del campeggio.

Praticamente potevamo gia essere pienamente soddisfatti: le indagini fatte dagli americani praticamente si fermavano a questo stadio su casi analoghi ma noi non eravamo ancora contenti.

In realtà avevamo bisogno di maggiori riscontri per stabilire, per collocare la vicenda di Valerio in un contesto spazio-temporale ben preciso. Volevamo sapere delle altre volte! Delle altre volte che lui diceva essere stato addotto. Speravamo di capire una volta per tutte cosa c'era dietro questa vicenda: perché tutto ciò era capitato a lui e cosa in fondo volevano i cosiddetti Grigi da lui e forse da tutti noi.

Così un mercoledì pomeriggio eccoci tutti nello studio di Moretti a Genova per l’ennesima puntata di questo interminabile giallo a sorpresa: Moretti aveva già indotto l'ipnosi in Valerio e gli stava chiedendo per l'ennesima volta di quella prima volta in cui lui aveva visto quegli strani esseri.

L'accanimento su questa questione era per noi di vitale importanza perché volevamo stimolare Valerio a raccontarci effettivamente della prima volta che noi non credevamo es-sere quella del campeggio: si doveva trattare di qualcosa di precedente e del recto tutto il vissuto di Valerio lo faceva sospettare!

M: il primo incontro... il primo incontro... come fosse ora...

V:... (pausa)...

M: ci sono dei suoni, una scala di otto ottave... (Moretti tenta di far affiorare alla mente di Valerio il fatto che lui sentisse dei suoni prima di entrare in contatto con questi esseri)

V: ero in campeggio estivo con gli scouts nel gruppo Aves nell'ultima settimana di luglio dell'ottantadue, avevo quattordici anni e ci trovavamo intorno al fuoco di bivacco come tutte le sere, c'erano... (lunga pausa)...

M: quello che tu stai ricordando è certamente la verità ma è la seconda volta (almeno noi a quel punto credevamo così n.d.a.), ma la prima volta... forse dormivi ma I'esperienza nel profondo della tua mente è egualmente segnata...

V: credo... che sia stata più di una... volta... (pausa lunga)... non ricordo...

M: non fare sforzi: non sei tu che devi andare al ricordo è il ricordo che deve venire a te, piano piano deve emergere come qualcosa che prima era in ombra e ora ciò che prima era buio viene illuminato e allora... era notte?

V: non lo so ma non c'era luce o comunque ce ne era poca

M: dove eri?

V:... (pausa lunga)...

M: dove è che c'era poca luce? se c'e qualcosa che ti disturba lo puoi dire...

V: mi fa male la testa

M: e lo sai perché?

V: no

M: in che punto ti fa male?

V: alle tempie e alla base del collo

M: vuoi che ti sistemi meglio il cuscino?

V no

M: parla liberamente di qualunque sensazione tu abbia e magari ti posso aiutare

V: mi pulsano le tempie, mi sembra in modo ritmico

M: da quanto tempo?

V:...

M: è a seguito di qualcosa che io ti ho detto?

V: si

M: tu lo sai a seguito di quale mia frase e cominciato il dolore alle tempie?

V:... (lunga pausa)...

M: quando io ti ho chiesto se c'era luce o era buio e tu mi hai detto che c'era poca luce, ti facevano già male le tempie?

V: poco

M: c'è qualcosa che posso fare per farti passare il dolore?

V: credo che passerà da solo (non è ben chiaro qui se il dolore alle tempie è dovuto alla difficoltà di ricordare o se è insito nel ricordo di Valerio che in quel momento accusava quel dolore)

M: ora fra poco cederò la mia parola alla voce di Corrado; tu lo seguirai con la stessa tranquillità come se fossi io a farti le domande e cercherai di aiutarlo nella ricerca della verità e qualsiasi problema tu debba avere tu lo dirai

V: si

C: Valerio, mi senti?

V: si...

C: ti fa sempre male la testa?

V: si ma la sensazione sta calando

C: bene: quando hai detto di ricordare che eri in un posto non molto illuminato, ti ricordi dove eri?

V: no

C: un posto che non avevi mai visto?

V:... (pausa) si

C: guardati intorno e anche se c'è poca luce, riesci a descrivere, a riconoscere qualche particolare?

V: no...

C: come mai, perché?

V: perché non riesco a mettere a fuoco ciò che mi serve... C: vedi almeno qualche ombra?

V: si

C: queste ombre si muovono o sono ferme?

V:... si muovono... poco

C: e semi anche qualche rumore?

V:... si

C: di che rumore si tratta?

V: un rumore ritmico cadenzato quasi un tonfo

C: questo è l'unico rumore che senti?

V: no

C: che altro rumore senti?

C:... (pausa)... un ronzio e... altri suoni che non riesco... (Valerio parla con difficoltà)

C: non riesci a distinguere ma come si potrebbero descrivere questi suoni che senti?

V:... (con grande difficoltà)... son come... non sembrano meccanici e neanche elettronici e sembrano la fusione di... di più suoni naturali che però non riesco a capire che cosa... potrebbe generare questi suoni... un suono mi sembra di poterlo paragonare allo squittio di un topo o più d'uno... e poi mi sembra... che ci siano anche come dei cori maschili e femminili sommesi, molto lontani, irregolari, appena percettibili.

C: questi suoni provengono da qualche parte?

V: e come se venissero attraverso un sistema di amplificazione però regolato al minimo, come se venissero all'interno di un ambiente chiuso e piccolo ma è come se provenissero da lontano: come se ci fosse una televisione accesa col volume regolato al minimo e molto lontana: provengono un po' ovunque

C: che cosa e successo mentre stavi sentendo questi suoni?

V:... (pausa)... non lo so (con voce flebile)

C: hai sentito questi suoni per molto tempo?

V:... (pausa)... non lo so

M: c'e qualcosa che ti impedisce di rispondere?

V: si

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 10 Febbraio 2009 08:26 )  
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