{vozmestart}Era il secondo mercoledì d'ottobre quando finalmente alle ore 14 ci incontrammo nello studio del dottor Moretti a Genova. Eravamo presenti io per il Centro Ufologico Nazionale, ovviamente Valerlo Lonzi, Maura Di Meo e Bruno Ferracciolo. Questo quartetto condurrà le indagini su Valerio fmo alla fine dell'inchiesta che durerà più di due anni.
Per far capire al lettore come si svolgevano le nostre sedute dirò semplicemente che prima, in assenza di Valerio ci mettevamo d'accordo sulla strategia da seguire per le giuste domande o indurre in un particolar modo lo stato ipnotico; in particolare la prima volta che incontrai Moretti, dovetti impiegare gran parte del nostro tempo a spiegare, cosa intendevamo fare e quale fenomenologia doveva- o studiare, Gli portai alcune fotocopie di articoli e libri stranieri in cui si utilizzava l'ipnosi regressiva nel tentativo discoprire potenziali casi di abduction.
Volevo che Moretti si rendesse conto che i racconti in ipnosi dei vari addotti erano costellati da una serie quasi infinita di identici aspetti e particolari e volevo da lui anche un parere su questo aspetto della questione: si trattava veramente di sogni comuni o cos'altro?
Decidemmo di seguire una strategia basata su una doppia azione tra me e lui: saremmo stati infatti tutti e due a fare le domande a Lonzi durante l'ipnosi. Infatti una settimana prima del nostro incontro Moretti aveva tentato di far regredire Valerio in ipnosi fino al momento del famoso evento ufologico ben dieci anni prima, in mia assenza (io non potevo infatti partecipare a quella seduta poiché occupato con le lezioni all'Università), ma con esito negativo.
Il soggetto vedeva nei suoi ricordi solo una nuvola bianca che lo avvolgeva e non andava oltre. Sarebbe stato un bel pasticcio se non fossimo riusciti a schiodarlo da questa situazione. Era comunque evidente che Valerio non aveva nessuna voglia di ricordare gli eventi che gli erano accaduti e questo non faceva che confermare, almeno in parte, l'idea che ci fosse un'imposizione di tipo ipnotico che qualcuno aveva messo nella mente dello stesso Valerio (vedremo in seguito che le cose non stavano esattamente così, ma i dati pubblicati dagli americani su queste faccende ci spingevano a dare un'interpretazione di questo tipo).
Ci voleva un ufologo dunque capace di sollecitare la psiche di Valerio nel tentativo di farlo ricordare e quello era il mio compito quel giorno. Del resto io avevo studiato le tecniche di ipnosi regressiva sui libri ma farla realmente vi assicuro che è tutt'un'altra cosa.
Inoltre in noi tutti c'era la responsabilità che sentivamo nei confronti di Valerio: andare, infatti a lavorare, cioè a interagire con la psiche della gente, non è uno scherzo, e le cose devono essere fatte bene per evitare di psicolabilizzare in qualche modo il soggetto che si presta all'esperimento; per questo ci voleva il dottor Moretti che, con la sua ventennale esperienza in questo campo rappresentava per noi una solida garanzia anche dal punto di vista scientifico.
Per convenzione da questo momento seguiremo il colloquio che rappresenta l'esatta trascrizione di quello che ci è stato detto in quella stanza, senza alcuna omissione. Indicheremo con una V le risposte di Valerio e con una M le domande di Moretti mentre indicheremo con una C le mie domande al testimone.
La prima seduta cominciò quel giorno nel primo porne- riggio... ero abbastanza teso ma non dovevo farlo vedere: dovevo invece ostentare una certa sicurezza perché volevo che Valerio pensasse che questi interventi sono di routine e che quindi non c'erano rischi.
Se non altro la prima seduta, quella fallita per intendersi, svoltasi la settimana prima, aveva messo in luce una buona ipnotizzabilità di Valerio e oggi le cose sarebbero state più semplici e veloci, sarebbero infatti bastati dei richiami di Moretti al rilassamento e le cose avrebbero dovuto filare lisce come l'olio. Vedremo in dettaglio i dati sull'ipnosi profonda e come essa è stata ottenuta e controllata in un altro capitolo di questo libro.
Vediamo qui semplicemente la parte finale dell'induzione per far capire come si è svolta e come Valerio si è sbloccato e ha ricordato. Questa prima importante fase non verrà nelle ipnosi successive più descritta.
Moretti sta dunque parlando a Valerio steso sul suo lettino, l'atmosfera è di assoluto silenzio, lunghe pause sono utilizzate da Moretti che parla lentamente, scandendo tutte le parole, quasi sillabando: di fronte a me Maura e Bruno se- duri a qualche metro di distanza nella soffusa luce dello studio di Moretti mi guardano mentre io, che mi sono seduto all'altezza della testa di Valerio, registro in duplice copia tutto ciò che viene detto.
La mia postazione mi permetterà anche di tenere sotto controllo le reazioni di Valerio durante l'ipnosi per verificare il suo stato emotivo in tempo reale.
Diamo la parola a Moretti:
M:...ma questo orologio procede all'indietro... all'indietro nel tempo... all'indietro... le lancette ruotano all'indietro : dapprima lentamente poi vorticosamente, nella tua mente i concetti di passato e presente sfumano e si fondono... il presente è futuro e il passato è presente... corriamo nel tempo sempre più indietro... sempre più indietro (pausa) Ora fra non molto le lancette si fermeranno a una data molto precisa che è incisa dentro di te, è una data molto profonda incisa nella tua mente: è la prima volta in cui tu sei .entrato in contatto con quegli esseri.
In realtà ci eravamo messi d'accordo con Moretti di utilizzare il termine "quegli esseri" anche se Valerio in stato cosciente non parla di nessuna creatura. Questo tipo di approccio può essere molto rischioso perché può indurre il testimone sotto ipnosi a evocare delle figure di esseri che non esistono se non nella sua fantasia. Dovevamo però giocare d'astuzia e tentare di sbloccare la situazione dell'ipnosi precedente: sarà comunque l'unica volta che useremo una domanda impropria mentre tenteremo in seguito di verificare se il testimone sia da noi stato influenzato con un altro meccanismo in stato d'ipnosi, ma ora torniamo a Moretti...
M:... e tu con facilità potrai raccontare a voce calma e serena tutto quello che vedi, che senti e che ti accade... (pausa... non succede nulla, Valerio è muto, ma si agita lievemente sul lettino)... la prima volta... la prima volta (le parole di Moretti acquistano un tono flebile e Valerio comincia a parlare).
V: la notte del trenta e del primo giorno di agosto del 1982
M: ti fa paura quella data?
V: un po'
M: tu lo sai dove sei?
V: sì
M: riconosci il luogo? guardati attorno
V: sono al campo scouts a Reppia
M: ti hanno fatto paura? (la domanda tende a scavalcare la resistenza a parlare di Valerio dando per scontato che noi si sappia già che ha visto degli esseri)
V: un po'... non molto
M: hai sofferto molto per i tagli sulla schiena? (ricordiamo che Valerio in questa fase acquisisce dei tagli, quali profonde indelebili cicatrici sulla schiena e appare ovvio che se li sia fatti in quell'occasione: la domanda è esattamente pertinente e non influenza in nessun modo il testimone)
V: neanche un po'
M: e non eri spaventato per la situazione?
V: sì ma anche incuriosito, e penso che la curiosità e il desiderio di contatto e di conoscenza di queste cose fosse più importante della paura per loro (questa è la prima volta che Valerio parla di LORO, ma loro chi?) non penso che...
M: certo (pausa, faccio cenno a Moretti che va tutto bene e che può continuare)... ma tu lo sai perché ti fanno queste cose sulla schiena?
V: parlano nella mente parlano e sembrano uomini e don- ne che parlano insieme e dicono delle stesse cose insieme... almeno mi sembra, sì così mi sembra, dicono che è una chiave o qualcosa di simile, sembrerebbe che a seconda delle zone del corpo abbia un significato diverso ma quale significato abbia poi, non lo so (per la prima volta Valerio parla di come degli esseri scambino informazioni con lui: il particolare di questa voce è interessante in quanto non solo è descritta in questo strano modo da altri addotti, come se ci fosse una specie di coro, ma anche da alcuni veggenti che hanno delle locuzioni con la Beata Vergine Maria che sembra rivolgersi a loro con la stessa strana voce, ma a questo scopo leggere il libro di Malanga, Pinotti I fenomeni BVM edito negli Oscar Mondadori, Milano e ristampato nei saggi, ultima edizione 1995).
{vozmeend}-
|Registered |2010-03-19 14:19:24 giachi
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Ciao e Grazie 1000!
ps: (scusate, ho inserito quì la domanda perchè non sapevo dove inserirla)