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E finalmente cominicia la storia: Un caso perfetto?

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Quando uno meno se lo aspetta ecco che accade qualcosa che gli viene in aiuto: la storia che comincia ora è una storia vera e noi la racconteremo in senso strettamente cronologico ai fatti.

Racconteremo tutto ciò che è successo, come è successo e cosa ha provocato nel nostro io a livello di emozioni, di dubbi, di incertezze ma anche di mistero e alla fine di certezze, di realtà veramente accaduta.

La scelta di raccontare questa storia è dovuta a un certo numero di fattori predominanti che sono da una parte l'esigenza di riferire alla comunità il risultato dei nostri studi ma da un altro la sensazione che certe cose che vanno al di là dell'immaginabile vadano raccontate perché per chi scrive sono reali e fanno parte di un bagaglio culturale che deve essere in possesso di tutti.

È infatti convinzione di chi scrive che tenere la gente nell'ignoranza di certi fatti oggi come oggi, è una necessità di quei governi che hanno paura di perdere il potere perché è evidente che il sapere è potere!

Mantenere l'opinione pubblica nell'ignoranza è dunque un mezzo per mantenere certi privilegi che è bene che siano di pochi, in mano di pochi; noi non siamo d'accordo e lasceremo al lettore giudicare se questa storia sia vera o no ma resta il fatto che per noi, che studiamo il fenomeno ufologico da più di venticinque anni, lo è!

Lunedì 13 settembre 1993: Incomincia la storia. Ricevo una telefonata dal dottor Pinotti, consigliere del Direttivo del CUN, che mi avvisa di un articolo sui giornali di Genova, La Gazzetta e il Secolo XIX, in cui si dice che un certo signor Valerio Lonzi avrebbe dichiarato di aver avuto un possibile contatto con un Oggetto Volante Non Identificato, circa dieci anni prima della data di uscita dell'articolo.

Mi procuro ovviamente le notizie della stampa e incaricato dallo stesso dott. Pinotti mi faccio carico di espletare un'indagine preliminare.

Per chi non sapesse come funzionano queste cose dirò semplicemente che tutte le volte che siamo sollecitati a prendere informazioni su un evento sospettato di essere di natura ufologica facciamo sempre un'indagine preliminare, tesa l non solo a stabilire i fatti, al di là di quella che potrebbe essere la semplice segnalazione giornalistica, ma contattando i testimoni di persona di modo da avere sempre informazioni di prima mano.

In questa fase della ricerca l'indagine preliminare non ha lo scopo di stabilire date, eventi, esistenza di tracce fisiche o che altro ma ha il solo scopo di sapere se vale la pena di fare I la vera e propria indagine approfondita.

Si tratta insomma di mettere in atto un fIltro che ci indichi se vale la pena di utilizzare tempo e denaro in una indagine che ci potrebbe essere di qualche aiuto: è in questa prima fase che ci si deve accorgere se abbiamo a che fare con un mentitore o un disonesto o nei casi più rari ci si trovi di fronte a qualcosa che ci riguarda realmente. Prendo contatto con i testimoni di questa vicenda e in particolare con il signor Lonzi e stabilisco di andare quel sabato stesso a Genova per incontrarlo.

I titoli dei giornali che i si occupavano di Lonzi erano come al solito fuori misura... "Incontro con gli UFO... Un genovese racconta la sua esperienza con gli UFO", ma eravamo abituati nelle nostre indagini a prendere tutto cum grano salis; comunque il sabato successivo vado a Genova, anche perché dovevo condurre un'altra indagine per il Centro Ufologico Nazionale, e così mi vedo con il principale testimone della vicenda.

Dalla foto del giornale pensavo di trovarmi di fronte a un signore di circa quarant' anni del tipo giovane manager modello giacca e cravatta mentre mi trovo di fronte a un ragazzo dell'apparente età di venticinque, forse ventisei anni, molto più piccolo della media, classico accento genovese e tendenza alla erre moscia, iperattivo esperto di computer e di programmazione.

Mi presento, nel senso che dico chi sono, cosa voglio da lui, che lavoro per il CUN e che ne vorrei sapere di più della sua esperienza.

A questo punto lui comincia a raccontarmi una storia che si vede benissimo che ha già dovuto raccontare in quei giorni molte volte e pertanto non è più naturale ma rappresenta un racconto stereotipato di ciò che gli è forse successo; non c'è emozione nelle sue parole e vive il suo vissuto in modo passivo... Mi è successo questo, questo e quest'altro... fine della trasmissione... voi siete gli studiosi del problema, se vi interessa studiate pure il mio caso, io sono a disposizione.

L'atteggiamento dinamico del soggetto mi incuriosisce: come se lui mi dicesse: io sono interessato a sapere cosa mi è realmente successo ma se non ci si riesce non muore nessuno: io ho altri interessi nella mia vita.

A questo punto del racconto del Lonzi mi sembra di intuire nel suo subconscio due pulsioni: una relativa all'esperienza che lui ricorda in modo confuso o forse non ricorda affatto e l'altra che tiene d'occhio il proprio Io. La prima riguarda la curiosità di sapere cosa gli è successo, o meglio, se gli è veramente successo qualcosa e per far questo si rivolge a chi ne sa di più sul problema, mentre la seconda appare rivolta a salvaguardare la sua psiche; lui infatti mi dice a un certo punto "certo mi piacerebbe ricordare, sapere cosa mi è successo in quei quarantacinque minuti di tempo in cui ho praticamente perso conoscenza ma... se poi...l'esperienza che ho vissuto fosse per me troppo dolorosa? ...e se ne dovessi rimanere sconvolto?"

Del perché di questa perplessità lo vedremo subito, non appena vi avremo raccontato cosa è successo a Valerio Lonzi nel lontano ormai 1982.{vozmeend}



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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 17 Dicembre 2008 16:49 )  
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