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Uova di Pasqua e Sorprese

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Come si è potuto vedere nel primo capitolo il problema degli Ufo è in realtà rappresentato da una serie di problemi che vanno dall'aspetto filosofico all'aspetto religioso, dallo studio storico a quello scientifico e militare.

Tutti questi aspetti sono emersi uno per uno nel corso degli ultimi quaranta an- ni e tutte le volte che gli esperti parlavano in termini nuovi del problema Ufo, molti scienziati dell'ultima ora si scagliavano contro chi pensava di fare un gradito servizio alla scienza additando un problema che tuttora è irrisolto, semplicemente perché qualcuno era convinto che il fenomeno non esistesse. Ed ora siamo ancora una volta a una svolta di questo tipo.

Di cosa si tratta? La gente ha cominciato a farsi una fastidiosa domanda che può suonare al nostro orecchio nel seguente modo "ma se questi Ufo sono macchine che vengono da altri pianeti ciò vuoI dire che dentro ci sono gli abitanti di questi altri pianeti, e se è così perché questi non prendono contatto con noi? "

La banalissima domanda meritava una risposta che i cosiddetti esperti non erano in grado di poter dare ma il fatto che non esistesse la risposta non voleva dire che la domanda fosse non pertinente. In parole povere ci si interrogava sul fatto che se queste navi spaziali o vascelli cosmici o chissà cosa d' altro esistevano erano come delle uova di Pasqua e dentro ci doveva essere la sorpresa!

Quando chi scrive ha cominciato a interessarsi della fenomenologia Ufo, più di 25 anni fa, si parlava già di misteriosi occupanti di dischi volanti, così allora venivano chiamati, che erano stati visti, descritti, inseguiti da normali cittadini, agenti di polizia e pompieri in varie parti del mondo (le testimonianze si possono facilmente reperire in un numero enorme di opere scritte a cui accenniamo brevemente nella letteratura di questo capitolo).

Noi peraltro eravamo molto scettici che qualcuno si fosse trovato veramente di fronte a un alieno proveniente da un altro mondo. Di visionari ce ne erano abbastanza e come si è detto nel primo capitolo il mondo aspettava nuovi Messia tecnologici quali capi di flotte spaziali, magari alti biondi e con gli occhi azzurri, che avrebbero salvato l'umanità dal baratro in cui la tecnologia la stava gettando.

Peraltro accanto a racconti in cui questi sedicenti extraterrestri erano buoni e lasciavano sempre qualche messaggio di pace, ne venivano riportati altri in cui l' esperienza vissuta dal testimone che in qualche modo era entrato in contatto con gli alieni era vista in termini negativi; terrore e paura erano i ricordi più nitidi accanto a una certa difficoltà di ricordare, classica di una specie di censura onirica che però aveva funzionato in stato di veglia e vietava al testimone di ricordare esperienze dolorose: in questi ultimi casi, al contrario dei precedenti, non venivano lasciati messaggi di pace dall'entità animata apparsa e gli episodi apparivano sporadici e non ripetitivi.

In parole ancora più semplici chi diceva di aver visto un alieno descriveva il fenomeno in guisa di incontro a sfondo religioso con il dio tecnologico e presentava gli stessi contorni di chi dice di aver parlato con la Beata Vergine Maria. Anche in questi ultimi casi da noi studiati e comparati in un'altra nostra opera, il fenomeno delle apparizioni era ripetitivo con presenza di messaggi a sfondo religioso-ecologico.

Ciò che ci appariva strano era che qualcuno potesse inventarsi, a livello subconscio, un'esperienza traumatica e dolorosa che sicuramente non sarebbe servita ad alleggerire la tensione psichica del testimone andando contro quei processi di autoconservazione che sono propri degli esseri umani.

Ma in fondo io non ero uno psicologo e non conoscevo gli intimi processi mentali degli esseri umani quindi pensai che si trattasse di qualche allucinazione o sogno a occhi aperti che spontaneamente si presentava di quando in quando a uomini e donne in diverse parti del mondo. Infatti bisogna dire che i ricordi di questi testimoni erano sempre confusi, incompleti e spesso accompagnati da vuoti mnemonici, i cosiddetti missing time della letteratura americana.

C'era però qualcosa che non andava in tutto ciò... sapete... se c'è qualcosa che non mi convince io non riesco proprio a lasciar perdere fino a che nel mio cervello razionale qualcuno o qualcosa non metta tutti i pezzi a posto e la storia non assume una chiara collocazione. In questi casi molte cose non erano chiare affatto.

Perché per esempio molte testimonianze raccontavano di aver visto esseri, seppur differenti tra loro per qualche particolare, decisamente simili tra loro? Il raziocinio imponeva una spiegazione che poteva essere la seguente: siccome tutti i testimoni in buona fede hanno sognato, il loro sogno è stato attinto, quale archetipo, dalla loro mente subconscia o inconscia o ancora meglio da una specie di mente collettiva a cui anche Carl Gustav Jung accenna nel suo libro dal titolo

Su cose strane che si vedono in cielo la cui versione italiana è stata pubblicata da Sonzogno (vedi bibliografia del primo capitolo). Si tratterebbe di sogni tutti eguali perché fanno parte di una identica memoria della razza umana stampata nel nostro DNA.

La spiegazione appariva un po' forzata soprattutto quando i testimoni presenti erano più di uno: allora, oltre che di sogno collettivo, bisognava parlare di sogno multiplo... Beh tutto ciò appariva più difficile da spiegarsi di tutto il fenomeno Ufo messo insieme.

E mentre il professor I. A. Hynek della Northwestem r University creava una apposita classificazione per questi casi (i famosi CE III, in italiano incontri ravvicinati del terzo tipo), le storie impossibili che venivano raccontate diventavano sempre più numerose. {vozmeend}



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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 17 Dicembre 2008 16:36 )  
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