
L’ANIMA TRASCENDE E L’ALIENO TRASALE
di Corrado Malanga
20 luglio 2005
Non è cosi? E lui, Vasci, è quello che ha le conoscenze per arrivare alla fine del progetto, insieme agli altri, come lui, che sanno. Cosi, voi non volete che arrivi alla fine del progetto e quindi lo volete cacciare, però allo stesso tempo vi interessa quello che ha da dirvi, quello che c'è nella mia testa. Ecco perché ci tenete tanto e perché mi avete consegnato a quelli là. Quelli là con le Cavallette. Non vi rendete conto. Non vi rendete proprio conto! Ma non lo avete capito quanto sono stronzi questi? Non vedete che urlano sempre, in continuazione? E che fanno i prepotenti? Occupano le vostre caserme! Vi trattano come pezze da piedi! Eppure voi gli state appresso; ma come si fa?
Militare:
Beh, sono una buona forma di protezione.
Io:
Si la protezione... certo... la protezione! E voi pensate che vi proteggano cosi, solo perché gli piacete? Uhm? Hanno anche loro il loro tornaconto. E quando avranno ottenuto quello che gli interessa, un bel calcio nel culo, arrivederci e grazie, esercito italiano. Questo è quello che otterrete.
Militare:
Non ci faremo fregare.
Io:
Sssiii... non vi farete fregare! Voglio proprio vedere! Ma perché non vuoi che io vada a fondo a queste cose? Magari posso essere di aiuto, anche se a te non sembra. Magari possono uscire delle cose che servono anche voi. E cosi ci diamo una mano. Ma senza tirare in ballo alieni o israeliani od altre brutte razze. Ci aiutiamo tra di noi. Tra simili.
Militare:
Sei pericolosa, tu.
Io:
Pericolosa? Dai! Ma per favore! Hai visto l'altra sera quando mi avete preso? Che pericolo sono? Mi avete ripresa come niente: non ho potuto fare nulla, non sono riuscita ad andare da nessuna parte. Non mi dirai che sono pericolosa!
Militare:
Chi scava troppo e sa troppo, non va bene.
Io:
Ancora con questi segreti... tanto non ne avete più di segreti. Lo abbiamo capito il vostro scopo qual è. Lasciami fare, per favore. Ti assicuro che non te ne pentirai. Non capisco, però, che cosa ci fai nella mia testa... sei qui in visita o ci stai di fisso?
Militare:
No, sono in visita.
Io:
Ah. Quindi ogni tanto tu vieni e controlli.
Militare:
No. Non vengo, come faccio a venire? Non posso entrare dentro di te. Semplicemente registro.
Io:
E cosa registri?
Militare:
Il segnale. Il tuo segnale.
Io:
Il mio segnale... quindi c'è qualcosa che produce questo segnale. Sì... mi sa proprio di si, vero?
Militare:
Nella tua testa.
Io:
Nella mia testa? E dove? Dove nella mia testa? Dove l'avete messo questo aggeggio?... Non me lo vuoi dire. Ma io penso di avere un sospetto. Penso proprio di avercelo un sospetto, perché mi dà spesso fastidio sopra l'occhio destro; ogni tanto sento degli sfrigolii, quindi mi sa che è li che l'avete messo. Vero?
Militare:
Non esattamente.
Io:
Mmmm... non esattamente. Cosa significa "non esattamente"?
Militare:
Tu fai troppe domande e questo non è il momento per farle. Guarda che potresti pentirtene
Termina qui il secondo esempio, perché l’addotta è stata distratta dallo squillo del telefono. All'inizio dell'esercizio l’addotta era libera da LUX, Ringhio ed MAA, già preventivamente eliminati. Rimanevano forti le interferenze militari ed infatti la tavola rotonda prende una piega differente rispetto a quella del primo esempio. Ogni soggetto che mette in atto la visualizzazione della tavola rotonda va a prendere i dati reali nella zona di memoria a lungo termine dove esistono tutti i dati, anche quelli che il Conscio non ha mai riletto, ma che sono stati, tuttavia, regolarmente registrati in entrata e percepiti regolarmente dall'Inconscio.
Commenti (1)
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|Registered |2010-04-17 08:00:23 giachisalve professore; ma l'uomoprimo; potrebbbe esssere o far parte delle gerarchia superiori???
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