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Alien Cicatrix II pag 20

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libro

L’ANIMA TRASCENDE E L’ALIENO TRASALE


di Corrado Malanga
20 luglio 2005



“Ma falla finita ebete!” - dice l'Essere di luce – “Ma quale IO... Io non ho perso un bel niente. Perché non parliamo della tua di identità? Senza l'anima saresti disperato pure tu, cosa credi?” “Io” - dice lo spirito - “mi sarei accettato sotto qualunque forma e comunque non sarei potuto essere qualcun altro, ma tanto è inutile parlare con voi: come coscienza di voi siete sotto zero. E una volta che avrete raggiunto il vostro obiettivo cosa farete? Passerete l'eternità rincorrendo la morte? E poi non è ancora detta l'ultima parola”. Il Serpente si sta scaldando, sbuffa e ha gli occhi che prendono fuoco; con la coda batte sul pavimento, provocando vibrazioni tremende in tutta la stanza. La cosa non sembra preoccupare l'anima, che si rivolge all'uomo invecchiato: “Tu sai, c'eri e sai: perché ti ho abbandonato?” “Beh,” - interviene Ringhio - “non è proprio così che è andata. Pensaci bene”. “Scusate.” - interviene l'omino dietro la porta a destra - “Posso dire una parola?” “Non ci interessa.” - dice scocciato l'Essere di luce - “Anima, dammi retta: la mente ti traduce le cose, è vero, ma lo spirito dice le bugie!” Termino così, senza completare l'intervista, perché mi sono sentita poco bene. Non sono più riuscita ad andare avanti. Una nausea che non ti dico, improvvisamente, da un momento all'altro. E poi mi sono sentita tanto stanca, allora ho deciso di interrompere. È stato strano, perché era come se fosse vero. La stanza era veramente affollata e mancava quasi l'aria. Se ci pensavo bene riuscivo quasi a sentire i tessuti degli abiti con cui erano vestiti quelli seduti alla tavola. Il militare con il cappello aveva una divisa di un tessuto ruvido, quello che quando te lo metti pizzica un pochino. La tuta del Cinque dita, quella blu, al tatto è fredda. La pelle del Testa a Cuore è rugosa. Sembra quasi asciutta dentro. La Cavalletta, quando si muove, scricchiola... che strano. L'omino dietro la porta è molto alto, sarà due metri circa, molto magro, quasi sottile, con la pelle di un colore violaceo un pochino scuro. Sembra quasi avere una leggera gobba, ma forse è semplicemente colpa della postura. Ha le braccia lunghe che sembrano quasi ricoperte soltanto da uno stato di pelle , come dire, porosa, asciutta e ruvida in alcuni tratti (tipo i gomiti). Sembra invecchiato; ogni tanto credo di averlo sognato in passato, ma era differente. Comunque non è anziano; ha gli occhi contornati di nero ed una cosa attaccata al mento (tipo i faraoni, hai in mente?). Il pezzo che ha attaccato al mento sembrerebbe fatto a strati circolari, color oro, ma con del nero all'attaccatura. Alle sue spalle, ora che mi viene in mente, non c'è nulla. Ringhio ha un mondo tenebroso, triste, destinato a scomparire. Lui non ha più nulla. I tre seduti in fondo: quello che sta nel mezzo in realtà lo percepisco come l'unione- separazione degli altri due. Possiede tutte le caratteristiche di entrambi, ma separate. È quello che fa sì che la separazione rimanga tale. Lo percepisco come una spirale che mantiene staccati i due universi, altrimenti rischierebbero di fondersi. Credo che in parte sia l'Essere che non invecchia e in parte sia il Vecchietto. Lui ha deciso di rimanere di qua: sta nel mezzo, come nel disegno (vedere sotto - N.d.A.). L'altro non so chi è: ci devo riflettere, perché lo vedo ma non Io visualizzo. I militari: uno ha una tuta verde mimetica, ma di un colore acceso. Non ha scritto nulla sulle cerniere. Un’altro ha un cappello tipo basco, con un simbolo sopra (non vedo bene il disegno: direi rosso, ma ci dovrei pensare bene ). Ce l'ha anche sulle zip della divisa. Un terzo ha un completo blu scuro (ma un blu differente dai Cinque dita) e anche lui ha un berretto che però, al contrario dell'altro, ha tolto ed appoggiato sul tavolo. Il primo ha delle scarpe marroni, come di camoscio grezzo. Sono sporche di terra. Quello strafottente con il basco ha il piede piccolo. L'uniforme è di più colori, perché i fili che la compongono sono di colori differenti. Comunque è un colore abbastanza scuro. C'è anche un altro tipo di militare, che però adesso non ricordo bene, forse uno dei tre, ma non saprei dire di preciso chi: l'ho anche sognato. Ti ricordi quando ti ho descritto quel posto che non ero neppure sicura esser la Terra? Ecco, mi sembra che lì ci fossero militari. Nel sogno ricordo di esser stata via parecchio tempo. Ricordo tutti i particolari di quelle stanze e di quella costruzione. Mentre con quel mezzo di trasporto molto grosso stavamo salendo, potevo vedere anche fuori e c'era un'enorme distesa di terra un po' rossiccia. In alcuni tratti sembrava quasi argillosa. Non c'era vegetazione e la base era suddivisa in due parti. Si passava da sopra e si scendeva sotto di qualche piano. Una parte del pezzo di sotto emergeva dalle rocce ed era di un colore molto simile al terreno, forse leggermente più chiara, ma non di molto; era ruvida. C'erano vetri molto spessi (credo blindati) alle pareti, di 30 cm per 35 circa. Oddio, ricordo troppo bene quel posto. Cerco di dirti cose che non ti ho ancora scritto. La stanza: la porta che chiudeva la stanza non aveva maniglia all'interno. Era possibile aprirla solamente dall'esterno. C'era un'altra stanza di fronte alla mia, un'altra a lato e di nuovo davanti. Il corridoio che separava le stanze non era molto largo, forse due metri. I militari stavano lì ed avevano la funzione di controllare ed accompagnare. Ma quel posto è differente da tutti gli altri in cui sono stata. Non è il classico posto del rapimento, da dove, concluso il loro lavoro, ti prendono e ti riportano a casa. Lì era differente. Come ti ho già detto sono quasi sicura di esserci rimasta per parecchio tempo. L'edificio era così strutturato: l'ingresso era nel punto più alto della base, infatti per arrivarci abbiamo svoltato a destra e siamo saliti. L'ingresso era una grande cupola di un color grigio riflettente, tipo trasparente, contornata di rocce. Non c’erano porte: si passava da sopra. Si apriva come a spirale e si entrava. Una volta all'interno non c'era modo di uscire, perché le pareti si chiudevano. La stessa cosa valeva anche quando si scendeva: il muro sopra si richiudeva, ma lasciava come uno spiraglio aperto dal quale, naturalmente, nessun essere umano poteva passare (5/6 cm di diametro). L'alloggio si trovava qualche piano sotto (almeno 4). Sotto all'alloggio non c'era niente, ma se ci si spostava qualche metro a destra, sotto c’erano altri piani. Era molto grande. Ora che ci penso bene, credo che il militare che ci accompagnava giù fosse quello con il basco, Era magrino. Camminava senza mai fermarsi. Era sempre molto teso, rigido, non si scomponeva mai.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 25 Dicembre 2009 16:04 )  
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