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Alien Cicatrix II pag 11

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libro

L’ANIMA TRASCENDE E L’ALIENO TRASALE


di Corrado Malanga
20 luglio 2005



Quello che ne scaturisce è un fatto eccezionale: i soggetti, davanti a certe situazioni mentali, scoprono di essere addotti e si accorgono che, di fronte alla tavola rotonda, arrivano a sedersi personaggi imprevedibili, come grandi cavallette, grandi esseri bipedi con coda di serpente, esseri vestiti di blu con femmine accanto, esseri luminosi ed altri che magari non sono qui e si collegano per telefono. Lo psicodramma diviene una vetrina delle interferenze aliene, ripetendo per filo e per segno tutti i dati facilmente riscontrabili all’interno dei vissuti che emergono dalle sedute di ipnosi. Cosa accade? Semplicemente questo: il soggetto sta raccogliendo dati dalle memorie del proprio inconscio e li riversa, poco filtrati dal subconscio, nella sua sfera del visibile, ricostruito dalla stessa parte di cervello che ricostruisce le immagini di tutti i giorni. Con le immagini (àncore visive), vengono ricostruiti e rievocati anche i sentimenti, le percezioni cenestesiche ed il resto.

Persone che non hanno mai sentito parlare di alieni o di esseri a sei dita sono in grado di visualizzarli perfettamente, seduti alla tavola rotonda, e sono in grado di interagire con essi nello svolgimento dello Psicodramma. In altre parole la capacità del cervello di processare spazio-temporalmente dati tridimensionali produce scene che hanno del reale, dove i personaggi rivestono realmente il loro abito ed, alla fine, possono essere riconosciuti dall'inconscio dell’addotto. È interessante il fatto che i dati vengono attinti direttamente dalla coscienza dell’addotto, oltre che dalle memorie cerebrali.

Così, ci trova di fronte a conoscenze che il soggetto non sa di possedere, ma possiede perché è la coscienza della sua anima a possederle. L’anima dell’addotto vede se stessa e gli altri personaggi dello Psicodramma mentale così come la mente traduce. L'inconscio vede le cose non come sono, ma come crede che siano, ed il “come” viene dettato dall’inconscio stesso, che trasforma gli archetipi originali del “sentire e percepire le cose” in immagini e fonemi. Le uniche differenze che si possono riscontrare sono dettate dal vocabolario dell’addotto. Ognuno possiede un proprio vocabolario, dettato dalla sua conoscenza della lingua e dalle sue esperienze, quindi alcuni identificano un determinato alieno come “Sauro”, ma ad altri lo definiscono “Biscio”, cioè “Serpente” nel senso più spregiativo del termine. Durante l’evocazione dello Psicodramma mentale ciò che accade è del tutto imprevedibile.

Esistono scene in cui l’anima si alza dalla sua sedia e fulmina il “Biscio”, o situazioni in cui l’Essere di Luce cerca di convincere l’anima che è tutto sotto controllo e che a lei conviene farsi parassitare. Insomma ognuno esprime la sua vera identità. Alla fine del gioco, gli addotti chiedono cosa vuol dire tutto ciò, non essendo loro stessi coscienti di quello che il loro inconscio ha elaborato: quando glielo si spiega, tutto diviene chiaro e per sempre.

Non si deve, erroneamente, ritenere che questo psicodramma sia del tutto inventato, perché per me così non è: l'inconscio ha assegnato le parti ed esse vengono recitate alla perfezione. Nulla della visualizzazione può essere considerato immaginario: il locale utilizzato per la tavola rotonda sarà una ricostruzione tridimensionale di uno già visto da qualche parte, così come i personaggi, i quali, nell’aspetto e nel carattere, saranno riprodotti in base a ciò che è stato percepito archetipicamente dall’inconscio dell’addotto quando ha avuto a che fare con loro. Chi ha vissuto delle precise esperienze, delle quali possiede dati nella memoria a lungo termine, tenderà ad utilizzare quelli e non dati inventati dalla sua fantasia. Questi test devono perciò essere effettuati da soggetti che siano stati realmente addotti. I falsi addotti sono comunque facilmente identificabili, perché il loro inconscio fornisce informazioni non consistenti (non ripetibili) con il fenomeno di abduction.

Non ho preso in considerazione persone mentalmente labili, poiché precedentemente scartate con il TAV ed il test Grafologico, e mi è possibile impiegare questa metodologia con sicurezza perché del fenomeno abduction è ormai noto tutto. Questi test non servono, infatti, per acquisire informazioni supplementari sulle interferenze aliene, ma esclusivamente per far prendere coscienza all’addotto del proprio stato. Dopo avere effettuato su se stessi il test della TR (Tavola Rotonda) ed aver compreso le tipologie di parassiti possedute, ad esempio una MAA, un LUX ed un Sei Dita, si può utilizzare la tecnica della visualizzazione per il passo finale: l’eliminazione dei parassiti.

Vediamo come e perché questa tecnica può dare ottimi risultati. Tutto nacque da un caso, riportato anche in Alien Cicatrix, nel quale una semplice meditazione auto-guidata (self-driven) era stata in grado di eliminare un parassita alieno, il Sei Dita. Come poteva una semplice visualizzazione di un atto di volontà trasformasi in volontà pura? Sarebbe come dire che, se io mi immaginassi di volare, potrei volare? Ma allora perché, se io mi immagino di volare, non volo? Di solito tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare, così come tra il pensare ed il fare, ma così sembrerebbe non essere davvero, se si considera la relazione che esiste tra volere e realizzare.

Se il nostro essere è composto da quattro parti fondamentali, anima, corpo, mente e spirito e se gli assi coordinati secondo i quali esse si manifestano sono anch’essi quattro, cioè Coscienza, Spazio, Tempo ed Energia e se solo il primo di questi assi è reale, mentre gli altri tre sono virtuali (cioè modificabili da parte del primo), sta alla Coscienza emettere l’atto di volontà che, sotto forma di archetipo, produrrà una variazione sugli altri tre assi.

L’atto di volontà produce un archetipo che è come un operatore matematico in grado di operare sulla virtualità e modificarla. Un esempio: 3 + 2 = 5. Le virtualità del tre e del due sono state modificate dal segno più (l’operatore), che le ha trasformate in un’altra virtualità, espressa dal numero cinque. Sembra proprio che tecniche di vario genere, tra cui la Meditazione Trascendentale (MT) riescano a mettere in atto processi di trasformazione della virtualità, com’è ampiamente documentato dalla letteratura reperibile alla fine di questo lavoro.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 25 Dicembre 2009 15:12 )  
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