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Alien Cicatrix II pag 6

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L’ANIMA TRASCENDE E L’ALIENO TRASALE


di Corrado Malanga
20 luglio 2005



METODOLOGIA AUTOINDOTTA PER CONTRASTARE E RISOLVERE IL PROBLEMA DELLE INTERFERENZE ALIENE, ovvero: Self Induced Method for Blocking Abductions Definitively (SIMBAD)
simbad
Nel testo Alien Cicatrix ho già mostrato alcune possibili metodologie che fanno uso di Ipnosi Regressiva e di PNL Programmazione Neuro Linguistica nel trattamento dei casi di Abduction, in italiano più propriamente definite con il termine “Interferenze Aliene”. In alcuni casi, e con estrema fatica, ero riuscito ad eliminare alcuni parassiti come il LUX ed il Sei Dita, od anche la MAA. Solo pochissimi casi erano stati trattati in modo tale da poter eliminare, in tre situazioni differenti, tutti e tre i tipi di interferenza aliena.

Lo studio di questi primi casi si rivelò interessante, perché mi dette lo spunto per elaborare alcune metodologie che non facessero uso di Ipnosi propriamente detta, ma che potessero, in linea di principio, fornire risultati positivi. Analogamente a questo studio avevo fatto altre osservazioni tratte da quei casi che non potevo seguire personalmente, ma solo a distanza, mediante lettere e telefonate. Per stabilizzare questi soggetti avevo escogitato una serie di esercizi da far loro eseguire per migliorare, in linea di principio, la loro vita, in attesa magari di una più approfondita seduta di Ipnosi Regressiva o di PNL Programmazione Neuro Linguistica. Sulla base di una vasta sperimentazione avevo, però, inaspettatamente cominciato ad ottenere buoni risultati anche a distanza: in altre parole gli esercizi che proponevo erano di gran lunga più funzionali di quanto non mi fossi mai atteso. Il capitolo del testo Alien Cicatrix in cui si parla delle àncore e del loro uso ne era un lampante ed inconfutabile esempio. Con l’utilizzo della tecnica delle àncore spazio-temporali e l’uso della “telecamera mobile”, qualsiasi operatore, anche poco esperto, sarebbe stato in grado di far ricordare al soggetto la sua abduction.

Certo questo per me non era un grandissimo risultato, ma mi forniva un metodo rapido per far rivivere senza ipnosi all’addotto una sua abduction reale, ottenendo il ben più importante risultato rappresentato dalla conclusiva accettazione, da parte del soggetto in esame, della sua condizione di addotto. Si risolveva così immediatamente una serie di traumi le cui risposte inconsce non erano mai uscite dallo studio di un qualsiasi psichiatra o psicologo a cui l’addotto si fosse rivolto. Di lì cominciava l’iter per far acquisire coscienza di tutte le parti della abduction (vedere lo schema generale riprodotto prima in questo lavoro).

Solo dopo che il soggetto avesse intrapreso il cammino della conoscenza e della coscienza, cioè avesse ricordato le sue abduction, avesse “ascoltato” la sua anima e gli fossero stati dati gli strumenti per parlare con essa, esisteva qualche speranza che l’addotto si liberasse, se non di tutti, almeno di qualche parassita. In ogni caso la sua esistenza di addotto sarebbe sicuramente migliorata. Osservai che quando l’addotto, in ipnosi, si rendeva conto di essere parassitato da un alieno, gli si poteva dire, con un ordine post-ipnotico, che a casa sua la sua anima si sarebbe messa in azione e, se avesse voluto, avrebbe eliminato il parassita.

In realtà succedeva, sia pure con modalità differenti, che l’addotto otteneva una visualizzazione di se stesso, della sua anima e del parassita da eliminare. Ne scaturiva la vivificazione di uno psicodramma in cui, archetipicamente, le varie parti si affrontavano all’interno della visualizzazione dell’addotto. Alla fine la sua anima emetteva un atto di volontà che poteva prendere tutte le forme archetipiche immaginabili, ma di fatto, nella visualizzazione prodotta, il parassita se ne andava. In alcuni casi era per sempre; in qualche altro caso tentava di ritornare dopo qualche tempo ed in questa fase gli esiti erano ancora molto incerti. Già, ma perché la metodologia sembrava funzionare?

La metodologia funzionava ed i controlli che venivano fatti in ambiente di ipnosi profonda, conseguentemente alla richiesta dell’addotto di verificare l’effettiva eliminazione del suo parassita, dimostravano un’apparente efficacia del metodo. In ipnosi profonda l’anima raccontava quello che era successo riguardo all’eliminazione del parassita ed ovviamente l’addotto acquisiva sempre maggiori capacità cognitive di se stesso, poi, con l’eliminazione dell’ultimo parassita, si sbloccavano le memorie delle sue abduction, probabilmente bloccate dall’intervento in particolare del LUX; tali memorie erompevano come un torrente in piena. In questa operazione c’era dunque qualcosa che funzionava bene, ma, per aumentare la “resa della reazione”, bisognava studiarne il meccanismo e capire cos’era che, a volte, faceva funzionare il meccanismo di eliminazione del parassita alieno.

Avevo a disposizione diversi casi, anche se non moltissimi, e potevo cercare una nota in comune a tutte le procedure di visualizzazione messe in atto da soggetti con differenti e personalissime regole di visualizzazione mentale. Ma cos’è una visualizzazione mentale? Una visualizzazione è una visione del tutto virtuale e personale di una realtà che non esiste, ma che viene prodotta, con particolari procedure, all’interno di alcune zone del cervello umano. Pertanto lo studio doveva partire dal concetto di immagine mentale: per immagine mentale si intende non solo una sensazione visiva, ma una qualsiasi sensazione cenestesica od auditiva riprodotta all’interno del cervello umano.



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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 25 Dicembre 2009 15:10 )  
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